Vorrei che nulla fosse lasciato al caso nè tanto meno ridotto ad essere insignificante.Vorrei che le cose avessero la libertà di esprimersi senza il timore di essere giudicate e senza il rischio di entrare in un vortice fatto di apparenze e superficialità.
Vorrei che tutti sapessero andare al cuore concreto delle cose .
Così -forse- si potrebbe superare lo space dementia che ci fa sentire insignificanti, come trasparenti.
Se fossimo in una realtà ideale allora tutti avrebbero uguali attenzioni e non ci sarebbero discriminazioni di nessun tipo e verso nessuno e soprattutto senza pregiudizi.
Per fortuna talvolta la vita stessa ci ricorda di come e quanto ci siano belle sorprese dietro l'angolo,pronte a guarirci e a restituirci un pò di luce persa chissà dove e chissà per chi.
Sono ancora le 6, bene. Cosi posso fare presto....ho pensato stamattina.Posso ritirare i documenti e tornare a lavoro in tempo.Ho provato una strana sensazione. Non la provavo dai tempi dell'Università.La sensazione è quella che si prova quando hai un esame e vai in facoltà.Ti siedi su quelle sedie tutte uguali disposte tutte in fila, tipo sala d'aspetto del dottore.
E aspetti.In mano i libri, le fotocopie disordinate causa ripasso dell'ultimora, ti siedi .E iniziano ad arrivare gli altri studenti della tua stessa età più o meno e con gli stessi sogni per le mani. Qualcuno ti chiede se è arrivato il prof, ma non aspetta la risposta perchè sa che se fosse arrivato- forse- l'esame sarebbe iniziato e che comunque -tu- puoi anche non saperlo.
Ad un tratto, dal fondo del corridoio lo vedi.E' arrivato il prof.Avanza con fare deciso,in abiti eleganti.E' sempre più vicino.Quando arriva-pochi minuti- dice "Allora, inziamo". Ecco, la sensazione è la stessa che ti accompagna dal momento in cui il prof arriva, fino al momento in cui inizia l'esame.Sei lì che cominci a chiederti "Che faccio vado, resto ? E se poi mi fa domande a cui non so rispondere ?".
Allora aspetti che tocchi a te, prendi fiato. E vai. Ecco, la sensazione era la stessa.Sarà per questo che percorrendo il vialetto che anticipa l'ingresso dell'ufficio tutto ciottoli e piante tipo terme, ho fatto due false entrate.Sono tornata indietro. Ho aspettato, preso fiato, visto il prof che arrivava.E sono entrata.E d'improvviso quella sensazione era diversa.Un luogo che conoscevo, che ha tirato fuori forse il peggio -professionalmente- di me e quasi il meglio umanamente, di colpo mi sembrava estraneo, distante. Ho avuto la sensazione di una cosa finita, alle spalle, sciupata forse. O -più semplicemente- giustamente differente.Era un luogo di cui non facevo più parte e dai cui volevo solo fuggire.Nonostante avrei tanto voluto incontrare qualcuno di quelli con cui ho condiviso l'esperienza, davvero tanto.Forse la mia ansia e il mio batticuore erano dovuti al timore di questa sensazione.
Si dice che i rapporti umani se sono veri-a prescindere dalla loro natura- vanno oltre.Oltre le distanze e le barriere che talvolta - per vizio o per virtù- costruiamo intorno a noi.Oltre le scuse, i "passavo di qui" oltre le cose prima condivise ora non più, oltre le cose dette e quelle trattenute. Oltre il vedersi,non vedersi, sentirsi,non sentirsi, oltre le cose dette pro forma e le cose dette invece di stomaco, con passione, calore, intensità.Meglio una piccola parte di stomaco e di cuore che una grande parte di formalità e apparenza.Basta capirlo in tempo.Basta -a volte- coltivarli certi orti.E danno frutti.
Per lasciarvi una delle canzoni che amo di più.Per la musica, le parole, il senso.
video da You tube
Mentre aspetto l'arrivo dei miei che ritornano a farmi visita penso che in fondo c'era proprio bisogno di questo momento di serenità.La quiete dopo la tempesta degli ultimi mesi trascorsi pieni -per lo più- di speranze disilluse e di tante novità, troppe e troppo difficili da gestire, almeno per me. Qualcosa deve essermi sfuggito se ad un tratto mi è sembrato che il mondo mi crollasse addosso e se ho avvertito come una vaga sensazione di smarrimento.Qualcosa deve essersi spostato di qualche centimetro nella mia quotidianità e nel mio modo di vivere la vita. Non importa.
Il lavoro piano piano prende forma.Mi fido dei colleghi e del nuovo capo e sono sicura che andrà bene.Tutto -sempre- torna a posto e la ruota gira e le cose arrivano per chi le sa aspettare.
E anche quello che ci sembra privo di spiegazione e di logica e apparentemente inspiegabile, invece una spiegazione ce l'ha. E d'un tratto il sereno ritorna.Ed io respiro di nuovo e vado avanti e mi lascio alle spalle persone e cose che per questa volta perderò per strada e forse non troverò.E non cercherò. Non mi importa, vuol dire che ne troverò altre e che saranno diversamente straordinarie.E quando poi mi guarderò indietro capirò che non ho perso nulla, ma anzi ho guadagnato.Io, almeno.
Quest'anno mi sono proprio messa in testa di trascorrere il prossimo week end, che inizia ufficialmente da domani, fuori. Un fine settimana lungo.E' una vita che non trascorro 2 giorni spensierati, in vacanza per il gusto di essere in vacanza. Ne ho bisogno.
Mi servirà rilassarmi e lasciarmi alle spalle lo stress della vita quotidiana, il lavoro, l'essere pendolare, lo stress del traffico.
Mi farà bene. Ci vogliono ogni tanto questi momenti di svago, per ricaricarsi e conquistare passo dopo passo posizioni verso la serenità e l'equilibrio.Verso un periodo di positività. E dopo tanta salita, verso la discesa.A braccia aperte questa volta, con il vento a favore.
Domani è il 25 Aprile. La liberazione. La liberazione dal fascismo, dall'oppressione. La festa che ricorda la resistenza e ne sottolinea il valore e il significato. E' una festa che spesso ha suscitato polemiche e divergenze d'opinione. Polemiche inutili su un evento che ha segnato la storia del nostro paese e che nessuno dovrebbe dimenticare.Nel rispetto deli valori di libertà che ognuno dovrebbe portare dentro di se' come un fondamento per la propria persona e per la propria dignità di essere umano. Speriamo nessuno la dimentichi.
"Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra costituzione."
(Piero Calamandrei, Discorso ai giovani sulla Costituzione nata dalla Resistenza. Milano, 26 gennaio 1955)
Like drinking poison, like eating glass.
Sarà un caso, ma proprio non riesco a riprendermi dal clima che sento a seguito del risultato elettorale. Non riesco ad accettare l'idea che siamo governati da un buffone che nelle occasioni ufficiali fa il segno del mitra in un contesto delicato come quello russo e che trascinerà a breve Alitalia, per mano, verso il fallimento totale e assoluto.
Nel frattempo in Spagna il Prossimo mininstro della Difesa sarà Carmen Chacòn, 37 anni, incinta. Esempio di positività, emancipazione, futuro.
La Spagna, paese che negli ultimi anni ha fatto passi da gigante. Lo spagnolo è diventato dopo l'inglese la lingua più parlata. Tra le prime nazioni ad avere un portale www.spain.info tutto dedicato al paese, ricco di informazioni utili.Il turismo è in crescita, l'economia anche. L'istruzione cresce.
Che bellezza. Chissà noi dove andremo a finire.Chissà se riusciremo a salvarci. Ah, probabilmente da noi il prossimo Ministro della Difesa sarà Ignazio La Russa.
Ho scoperto che Neil Young sarà a Firenze il prossimo 22 Giugno. Il 23 è il mio Compleanno.Sarebbe forte, come regalo. Forte come concerto. Così potrò ricordare gli anni '70.Come piace a me.
Sarà la stanchezza, la primavera, l'allergia al polline, sarà il trasloco d'ufficio in un posto che non ci piace per niente, ma oggi non è stata una gran giornata. A cominciare dalla mattina, quando mi sono riaddormentata, con il cellulare ( che mi fa da sveglia) in mano. Ho rischiato di fare stratardi. Ma quando e come potrò spostarmi a Firenze ? . Ci vuole pazienza. Il tempo guarisce tutte le ferite. O forse no. Le mettiamo da una parte. Per travestirle da "esperienza" dopo un pò.
*"Cara Valentina" M.Gazzè