Sperando che il mio amico medianima non si deprima troppo leggendomi, volevo ricordare un grande cantautore.Originale e sempre innovativo, talvolta irriverente, ha saputo regalare alla musica un contributo unico.
Mio fratello è figlio unico-Rino Gaetano
Mio fratello è figlio unico
perche' non ha mai trovato il coraggio di operarsi al fegato
e non ha mai pagato per fare l'amore
e non ha mai vinto un premio aziendale
e non ha mai viaggiato in seconda classe
sul rapido Taranto-Ancona
e non ha mai criticato un film senza prima prima vederlo
mio fratello e' figlio unico
perche' e' convinto che Chinaglia non puo' passare al Frosinone
perche' e convinto che nell'amaro benedettino
non sta' il segreto della felicita'
perche' e' convinto che anche chi non legge Freud
puo' vivere cent'anni
perche' e' convinto che esistono ancora
gli sfruttati malpagati e frustrati
mio fratello e' figlio unico sfruttato
represso calpestato odiato e ti amo Mariù
mio fratello e' figlio unico deriso
frustrato picchiato derubato e ti amo Mariù
mio fratello e' figlio unico dimagrito
declassato sottomesso disgregato e ti amo Mariù
mio fratello e' figlio unico frustato
frustrato derubato sottomesso e ti amo Mariù
mio fratello e' figlio unico deriso
declassato frustrato dimagrito e ti amo Mariù
mio fratello e' figlio unico malpagato
derubato deriso disgregato e ti amo Mariù
Sono ancora le 6, bene. Cosi posso fare presto....ho pensato stamattina.Posso ritirare i documenti e tornare a lavoro in tempo.Ho provato una strana sensazione. Non la provavo dai tempi dell'Università.La sensazione è quella che si prova quando hai un esame e vai in facoltà.Ti siedi su quelle sedie tutte uguali disposte tutte in fila, tipo sala d'aspetto del dottore.
E aspetti.In mano i libri, le fotocopie disordinate causa ripasso dell'ultimora, ti siedi .E iniziano ad arrivare gli altri studenti della tua stessa età più o meno e con gli stessi sogni per le mani. Qualcuno ti chiede se è arrivato il prof, ma non aspetta la risposta perchè sa che se fosse arrivato- forse- l'esame sarebbe iniziato e che comunque -tu- puoi anche non saperlo.
Ad un tratto, dal fondo del corridoio lo vedi.E' arrivato il prof.Avanza con fare deciso,in abiti eleganti.E' sempre più vicino.Quando arriva-pochi minuti- dice "Allora, inziamo". Ecco, la sensazione è la stessa che ti accompagna dal momento in cui il prof arriva, fino al momento in cui inizia l'esame.Sei lì che cominci a chiederti "Che faccio vado, resto ? E se poi mi fa domande a cui non so rispondere ?".
Allora aspetti che tocchi a te, prendi fiato. E vai. Ecco, la sensazione era la stessa.Sarà per questo che percorrendo il vialetto che anticipa l'ingresso dell'ufficio tutto ciottoli e piante tipo terme, ho fatto due false entrate.Sono tornata indietro. Ho aspettato, preso fiato, visto il prof che arrivava.E sono entrata.E d'improvviso quella sensazione era diversa.Un luogo che conoscevo, che ha tirato fuori forse il peggio -professionalmente- di me e quasi il meglio umanamente, di colpo mi sembrava estraneo, distante. Ho avuto la sensazione di una cosa finita, alle spalle, sciupata forse. O -più semplicemente- giustamente differente.Era un luogo di cui non facevo più parte e dai cui volevo solo fuggire.Nonostante avrei tanto voluto incontrare qualcuno di quelli con cui ho condiviso l'esperienza, davvero tanto.Forse la mia ansia e il mio batticuore erano dovuti al timore di questa sensazione.
Si dice che i rapporti umani se sono veri-a prescindere dalla loro natura- vanno oltre.Oltre le distanze e le barriere che talvolta - per vizio o per virtù- costruiamo intorno a noi.Oltre le scuse, i "passavo di qui" oltre le cose prima condivise ora non più, oltre le cose dette e quelle trattenute. Oltre il vedersi,non vedersi, sentirsi,non sentirsi, oltre le cose dette pro forma e le cose dette invece di stomaco, con passione, calore, intensità.Meglio una piccola parte di stomaco e di cuore che una grande parte di formalità e apparenza.Basta capirlo in tempo.Basta -a volte- coltivarli certi orti.E danno frutti.
